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21 Maggio, il nostro ministro degli Esteri, il caro Massimo D' Alema, ha rassicurato tutti: nessuna frattura con gli USA. E per fortuna, aggiungo io, sennò rischiava di farsi bruciare il baffo con il Napalm. D' Alema ha giustamente sottolineato, come è effettivamente emerso dalle recenti elezioni di Middleterm, che c' è qualcosa che, nella attuale amministrazione Bush, non va...bella scoperta...però non voglio fare del puro antiamericanismo, con tutto quello che si dice sarebbe come aggiungere parole su parole che rimangono banali.

Gli States sono stati, dal secondo dopoguerra, buoni alleati dell' Italia, la quale d' altra parte per un buon quarantennio, per ringraziare, dimostrando il grande orgoglio dell' allora politica italiana, della parte dominante della politica di allora, ha mostrato senza pensarci il didietro ai nostri amici yankee. Il risultato? Che molto spesso non ci siamo trovati in una situazione di pura e sola amicizia con gli USA, cosa più che giusta visti i buoni rapporti che ci sono e ci devono essere tra queste due culture, tra queste due società, ma di pedissequa "imitazione" sul piano soprattutto della politica estera...un rapporto che ha portato quasi ad una situazione "da chioccia": per capirci, noi eravamo i poveri pulcini cretini che facevamo tutto ciò che indirettamente ci veniva imposto di fare, visto che di quell' alleanza e di quell' aiuto ne avevamo bisogno...
Una politica che molto spesso ha incontrato l' opposizione di intere generazioni: guerra in Vietnam e rivolte sessantottine sono gli esempi più conosciuti ma non i soli...ma nulla, la classe dirigente americana, o almeno in particolare la parte repubblicana di essa, ha sempre continuato su una linea politica di ingerenza negli affari interni di altri Stati. E sono arrivati gli anni 80-90...Bush senior e junior sono riusciti a mettere il cappio al collo a Saddam, inframezzati dall' amministrazione, molto allegra, e per questo rimpianta, di Clinton...
Cosa è successo in tutti questi anni? Che tra attentati, guerre, raid aerei e non, hanno perso la vita migliaia e migliaia di persone innocenti, di persone che quella guerra non sapevano neanche di preciso per quali squallidi motivi era scoppiata...ma sono morte...mentre gli effettivi responsabili di tutto sono ancora lì dove erano, vivi e vegeti...
E allora sono d' accordo con D' Alema quando dice che probabilmente la politica americana deve cambiare marcia e direzione, come la stessa opinione pubblica yankee ha espresso...non è bello esportare guerra laddove ci sono interessi che vanno ben oltre il semplice spirito umanitario ma paradossalmente farlo in nome dei diritti umani...anche in molte zone dell' Africa e dell' America Latina vengono calpestati quotidianamente i più fondamentali diritti umani...ma forse c' è meno petrolio che in Iraq
Perchè ,mentre qualcuno che decide come, quando e perchè deve scoppiare una guerra, se ne sta comodamente seduto in poltrona, c' è chi veramente mette in pericolo la propria vita per gli altri ed è ancora detenuto nelle carceri afgane?...liberiamo Rahmatullah Hanefi e diamo il nostro contributo non facendo allentare la pressione dei mass media su questa vicenda...sarebbe un ottimo contributo se tutti facessimo appello alla Farnesina affinchè non ci si dimentichi di questo caso, che ha fatto sì che si liberasse un nostro connazionale, ma che sta mettendo a serio rischio, per un capo di imputazione che peraltro sembra essere inesistente, la vita di un nostro amico, perchè amico della pace...


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2 commenti

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